Tassa di 300 Euro per esercitare il diritto di cittadinanza

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Gerardo Pinto (CGIE): “La soluzione finale targata PD”

Il “contributo” di 300 euro per le richieste di riconoscimento di cittadinanza non è accettabile! Sembrerebbe che a dirlo ora non siamo solo noi del MAIE, ma anche i deputati eletti all’estero del PD.In un comunicato stampa infatti si legge:  “Un’imposizione aggiuntiva che non comporti una restituzione in termini di trasparenza e di accelerazione del procedimento amministrativo relativo al riconoscimento di cittadinanza non è accettabile.”Quanto dichiarano questi deputati è dovuto alla necessità di giustificare un loro emendamento allo sciagurato provvedimento che introduce la tassa dei 300 euro sulle richieste di riconoscimento della cittadinanza: un emendamento che non cancella quella tassa anzi la conferma e istituisce - a fronte di questa estorsione - per ogni Consolato un “fondo speciale destinato a finanziare la contrattazione di personale locale con la finalità di smaltire l’arretrato di pratiche di cittadinanza presentate presso gli uffici consolari.” Insomma, un po’ di zucchero per addolcire la cicuta che dovranno bere gli italiani all’estero.

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Con la tassa di 300 euro il PD danneggia gli italiani di Brasile e Sudamerica

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Luis Molossi (MAIE BRASILE):“Niente più cittadini per nascita, per il PD solo cittadini per...portafoglio”

Continuano le posizioni critiche alla decisione governativa di introdurre una tassa di 300 euro sulle richieste del riconoscimento della cittadinanza per i discendenti degli italiani che risiedono all’estero.
Anche dal Brasile si fa sentire Luis Molossi, membro del Comites de Curitiba, Consultore della Regione Veneto in Brasile e Coordinatore MAIE, che per commentare questa decisione non esita a citare esempi come quello di Martin Lutero la cui azione si trasformò da rivoluzionaria in reazionaria, quando per proteggere la sua Riforma preferì schierarsi al fianco dei principi tedeschi contro i contadini.


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Pay for citizenship: il nuovo sistema di riconoscimento della cittadinanza del Governo Renzi

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Devo confessarlo: preferivo il silenzio alle assurde dichiarazioni di alcuni parlamentari eletti all’estero della maggioranza, che cercano di giustificare l’emendamento del Sen. Tonini al decreto Irpef,  che introduce una tassazione sulle richieste di riconoscimento della cittadinanza italiana.Il silenzio sarebbe stato almeno la prova del loro imbarazzo di fronte a una scellerata proposta, che non è altro che la negazione di un diritto.Invece le recenti dichiarazioni di questi parlamentari sono la prova tangibile della loro ipocrisia.Si conferma una volta di più quel che il MAIE sostiene da tempo: i parlamentari eletti all’estero dei partiti “romani” sono costretti a obbedire agli ordini delle segreterie; perciò debbono ricorrere a sempre più titaniche capriole intellettuali per giustificare le scelte dei loro partiti e, nel caso specifico, del Governo Renzi nei confronti degli italiani nel mondo. Secondo alcuni di questi parlamentari opporsi a una tassa di 300 euro per vedersi riconosciuto un diritto è un atto di demagogia. Ma invece un provvedimento che elargisce 80 euro a 10 milioni di persone, poco prima delle elezioni, non lo è! Quando siamo d’accordo con una decisione del Governo (come lo siamo stati nel caso del bonus IRPEF) siamo democratici, ma quando lo critichiamo allora siamo demagogici.Strana la concezione della demagogia che hanno questi parlamentari!  Ma non finisce qui.

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Montevideo, Uruguay: il MAIE manifesta al fianco dei connazionali contro la chiusura del Consolato

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montevideo 2montevideoMontevideo, Uruguay: il MAIE manifesta al fianco dei connazionali contro la chiusura del Consolato

Merlo e Borghese: “Follia  chiudere il consolato in una cittá dove risiedono più di 120.000 connazionali”

Si è tenuta il 6 giugno scorso a Montevideo una manifestazione di protesta del MAIE al fianco dei connazionali contro l’ assurda decisione del Governo Renzi di declassare il consolato della capitale del paese. Ricardo Merlo, presidente del MAIE, che era presente alla manifestazione insieme all’On. Mario Borghese e al Coordinatore nazionale Aldo Lamorte, ha dichiarato: “E’ una protesta attuata per difendere il nostro diritto, qui in Uruguay, ma anche per scongiurare il fatto che il Governo Renzi continui con la politica dei tagli e delle chiusure delle sedi diplomatiche e degli istituti di cultura italiani nel mondo.”

Oltre ai parlamentari e al coordinatore locale del MAIE, Aldo Lamorte, erano presenti molte associazioni di italiani e discendenti: tra questi tantissimi erano i connazionali che avevano aderito all’invito di scendere in piazza, anche a costo di percorrere - in alcuni casi -  fino a 400 kilometri.


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Il MAIE contro la tassa di 300 euro per chiedere la cittadinanza

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Merlo (Pres. MAIE): “Il riconoscimento della cittadinanza è un diritto e deve essere garantito a tutti e non solo a chi se lo può permettere.”

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Dopo l’approvazione al Senato dell’emendamento Tonini (Partito Democratico) che introduce una tassa per le domande di riconoscimento della cittadinanza italiana, i parlamentari del MAIE hanno rilasciato una nota in cui promettono battaglia  per fare abrogare una norma da loro ritenuta “iniqua e discriminatoria”.

“Il Governo Renzi è già stato molto crtiticato dal MAIE  per la sua indifferenza alle questioni che riguardano gli italiani all’estero. Delusi da politiche che parlano solo di tagli, come quella di chiudere molte sedi diplomatiche e culturali, siamo addirittura allibiti dalla leggerezza con la quale il partito di governo sta affrontando la questione del  riconoscimento della cittadinanza italiana: in pratica subordinandone la domanda al pagamento di una tassa - e che tassa! - di 300 euro, secondo l’emendamento del Sen. Tonini approvato in Commissione Bilancio al Senato.

 

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